IL NOSTRO PUNTO DI VISTA IN MERITO A OBBLIGO UNDER, VINCOLO E LAVORO SPORTIVO

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Nei giorni scorsi il Comitato Regionale Toscana della Figc-Lnd ha trasmesso a tutte le società iscritte ai Campionati Eccellenza e Promozione un documento relativo al sondaggio consultivo inerente all’impiego o meno dei giovani (le cosiddette quote) per la prossima stagione sportiva 2024/2025.

Noi abbiamo prontamente risposto manifestando la nostra contrarietà al mantenimento dell’obbligo.

Siamo convinti che se, come auspichiamo, venisse meno l’obbligo, i migliori emergeranno ugualmente per meriti tecnici e gli altri faranno esperienza contro i pari età, come è giusto che sia. I classe 2000, 2001, 2002, 2003, 2004 inoltre potranno continuare a giocare nelle categorie attuali dove non verranno soppiantati dai 2005 e dai 2006 solo per effetto di una regola. Con l’obbligo delle quote l’andazzo era un altro: non sei più una quota, non ho più bisogno di te e vengono scalate le categoria ma non dalla parte corretta!!!!

Anche le dinamiche relative ai trasferimenti cambieranno. La maggioranza delle società era costretta a cercare le quote fuori dal proprio vivaio, spendendo non poco per ottenere i giocatori da schierare. La gestione totalmente in mano a “faccendieri” che si sono inventati tali per spremere Socità e Famiglie con false illusioni. Togliendo l’obbligo si rispetteranno di più i tempi di crescita e non sarà l’anno di nascita a dettare legge, ma altri criteri. In più non essendo più il vincolo sportivo…perché voler mantenere l’obbligo delle quote?

Potrebbe sembrare un cambiamento che penalizza i giovani, ma riteniamo che sia il contrario. Finalmente le società dovranno lavorare nel senso giusto. In questi anni abbiamo visto realtà che operavano semplicemente per piazzare i ragazzi, oppure che li valorizzavano solamente in relazione a determinate esigenze regolamentari. Troppo spesso, usciti dal lasso di tempo dell’obbligo, un sacco di giovani sono finiti ben presto nel dimenticatoio, declassati e vittime di delusioni cocenti, che finiscono per condurre all’abbandono sportivo. Ora verranno scelti perché funzionali alla categoria, non per il loro anno di nascita. Questo cambiamento potrà aiutarci a cambiare la cultura sportiva. Se si lavora in un certo modo fin dai Pulcini avremo ragazzi, giovani e uomini che faranno lunghi percorsi nel mondo del calcio, al di là delle categorie.

Aggiungiamo inoltre che siamo stati fin da subito molto critici verso la riforma del diritto sportivo, nata indubbiamente con buone intenzioni, ossia normare le tante zone grigie del mondo dilettantistico, ma che alla fine – per come è uscita – sta mettendo e non poco i bastoni tra le ruote a quello che è un mondo che ha soprattutto una finalità sociale, quando in altri Stati europei lo sport dilettantistico viene invece aiutato, anche finanziariamente, dai Governi.

Il problema nasce sempre dal fatto che le società vengono prese poco in considerazione: poche riunioni costruttive, mai un dialogo aperto …… solo regole, sanzioni, penalizzazioni.

Il Consiglio Direttivo ASD Terranuova Traiana

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